Come si svolge una CTU nei procedimenti di separazione e affidamento dei figli?
Una delle prime domande che un genitore si pone quando viene disposta una CTU è molto concreta: che cosa succederà adesso e quanto durerà la consulenza tecnica d’ufficio?
Non esiste un percorso identico per tutte le CTU.
Il modo in cui vengono organizzate le operazioni peritali dipende innanzitutto dai quesiti formulati dal giudice, cioè dalle domande alle quali il Consulente tecnico d’Ufficio è chiamato a rispondere.
Cosa succede concretamente dopo che il giudice ha disposto una CTU?
Il giudice nomina il Consulente Tecnico d’Ufficio ovvero il professionista che si occuperà di condurre la valutazione, formula poi i quesiti ai quali il consulente dovrà rispondere e stabilisce i termini dell’incarico, compreso quello per il deposito della relazione.
Il CTU nominato deve quindi accettare l’incarico e prestare giuramento.
Successivamente comunica alle parti la data di inizio delle operazioni peritali, cioè il primo incontro dal quale prenderà concretamente avvio la consulenza.
Le parti, nei termini previsti, possono nominare un proprio consulente tecnico di parte (CTP), che potrà partecipare alle operazioni peritali e assisterle nel corso della CTU.
Da questo momento inizia il percorso vero e proprio della CTU.
Quali sono le fasi di una CTU?
Non esiste una sequenza rigida e uguale per tutte le CTU.
Il CTU organizza il proprio lavoro sulla base dei quesiti del giudice e delle caratteristiche della situazione familiare.
Potranno quindi essere previsti:
• colloqui individuali con ciascun genitore,
• incontri con entrambi i genitori,
• colloqui con i figli,
• osservazioni delle relazioni tra genitori e figli
• quando ritenuto necessario, eventuali approfondimenti psicodiagnostici.
Non bisogna quindi immaginare la CTU come un percorso prestabilito nel quale tutte le famiglie affrontano necessariamente gli stessi passaggi nello stesso ordine.
La CTU viene costruita in funzione del caso concreto, tenendo conto del fatto che ogni situazione familiare presenta caratteristiche, difficoltà e bisogni diversi.
Cosa succede durante il primo incontro di CTU?
Il primo incontro di una CTU ha generalmente una funzione conoscitiva e organizzativa.
Il Consulente Tecnico d’Ufficio incontra le parti e i rispettivi CTP, se nominati, e fornisce alcune indicazioni generali sullo svolgimento delle operazioni peritali.
Da questo momento prende concretamente avvio il lavoro peritale.
Gli incontri successivi verranno poi stabiliti dal CTU in base alle modalità con cui ha deciso di procedere e alle esigenze che emergeranno nel corso della consulenza.
Il calendario degli incontri, dunque, non viene necessariamente definito fin dall’inizio, ma può essere modificato e integrato nel corso della consulenza, in base a ciò che emerge durante la valutazione.
“Dovrò incontrare il CTU da solo?”
Nel corso della CTU, possono essere previsti anche colloqui individuali con ciascun genitore.
Qualora sia stato nominato un CTP, quest’ultimo potrà essere presente durante le operazioni peritali.
In una CTU che riguarda l’affidamento dei figli, è previsto il coinvolgimento di entrambi i genitori, secondo le modalità che il CTU riterrà più appropriate rispetto all’incarico ricevuto. Possono quindi essere previsti sia colloqui individuali che incontri congiunti nel corso dei quali il CTU potrà approfondire le modalità di comunicazione, di confronto e di collaborazione nell’esercizio della funzione genitoriale, anche in presenza di elevata conflittualità.
Cosa viene osservato durante un incontro tra i due genitori?
Non esiste una lista di comportamenti da osservare da parte del CTU né, dall’altro canto, un elenco di comportamenti “giusti” da mettere in atto come genitore. Il CTU è un professionista chiamato dal giudice proprio perché possiede competenze tecniche specifiche che gli consentono di leggere e valutare ciò che emerge durante gli incontri.
L’osservazione psicologica, però, non consiste nel verificare la presenza o l’assenza di singoli comportamenti. Ciò che viene osservato viene interpretato all’interno di un quadro più ampio e alla luce dei quesiti posti dal giudice.
Per questo, un singolo comportamento o una singola frase non determinano da soli l’esito della valutazione. Ciò che emerge durante un incontro acquista significato insieme a tutti gli altri elementi raccolti nel corso della consulenza.
Di che cosa si parla durante i colloqui individuali? Cosa può chiedermi il CTU?
Non è possibile prevederlo in anticipo.
Le domande dipenderanno dai quesiti del giudice, dalla storia personale e familiare e da ciò che emergerà progressivamente nel corso della consulenza.
Non esiste un copione di domande valido per tutte le CTU, così come non esiste un copione delle risposte da dare.
“Il CTU incontrerà anche mio figlio?”
Quando è necessario ai fini della valutazione, anche i figli possono essere coinvolti nelle operazioni peritali.
Modalità e tempi dipendono dai quesiti posti dal giudice, dall’età del minore e dalla specifica situazione familiare.
Questo aspetto verrà approfondito nell’articolo CTU e figli: quando e come viene coinvolto il minore?
Quanti incontri dovrò fare durante una CTU?
Proprio perché ogni caso è diverso, non è possibile stabilire in anticipo quanti incontri saranno necessari per portare a termine una CTU.
Il numero degli incontri dipende dai quesiti posti dal giudice, dalla situazione familiare e dagli approfondimenti che si renderanno necessari, anche sulla base di ciò che emerge nel corso della consulenza.
Non esiste un numero prestabilito di incontri valido per tutti.
Quanto dura generalmente una CTU e da cosa dipende la durata?
Per gli stessi motivi, la CTU non ha una durata uguale per tutti.
Il giudice stabilisce i termini entro i quali il CTU dovrà svolgere il proprio incarico e depositare la relazione. Nel caso in cui il consulente, per diverse ragioni, non riuscisse a completare le operazioni peritali entro i tempi stabiliti dal giudice, potrà richiedere al giudice stesso una proroga, motivandone la necessità.
La durata della consulenza è quindi generalmente definita dai termini fissati dal giudice ma può subire variazioni qualora venga richiesta e concessa una proroga.
Cosa succede al termine della CTU?
Terminati gli incontri, il lavoro del CTU e dei CTP non è ancora concluso.
Il CTU e il CTP devono mettere insieme e interpretare gli elementi raccolti durante le operazioni peritali, come colloqui, osservazioni, eventuali test, documentazione e altri approfondimenti effettuati, e utilizzarli per elaborare le rispettive valutazioni tecniche.
Il CTU redige quindi la propria relazione, che viene trasmessa ai CTP per le eventuali osservazioni, secondo le modalità e i termini previsti nel procedimento, prima del deposito della relazione definitiva. Il CTU esamina poi le eventuali osservazioni dei consulenti di parte e fornisce le proprie considerazioni nella valutazione definitiva.
La CTU si conclude con il deposito della valutazione definitiva.
Il CTU non prende la decisione sull’affidamento dei figli: il suo compito è fornire al giudice una valutazione tecnica che lo aiuti ad assumere le proprie decisioni, tenendo conto anche degli altri elementi acquisiti nel corso del procedimento.
