balbuzia

La balbuzie detta anche disfemia o disartria funzionale, è un’alterazione del flusso verbale che si manifesta in forme di blocchi o di ripetizioni di sillabe, causati da spasmi intermittenti dell’apparato fonoarticolatorio.

La sede dell’inceppamento può essere la faringe, la glottide, la lingua o le labbra, per cui si parla di balbuzie gutturale, linguale e labiale; si distinguono anche la balbuzie fonatoria dalla balbuzie respiratoria.

La balbuzie può presentarsi in vari gradi di intensità: da una semplice titubanza e da una ripetizione spasmodica di sillabe (tartagliamento), all’inceppamento e all’arresto della parola (impuntamento); sino a forme più gravi dove la balbuzie è accompagnata da movimenti associati (sincinesie) e da tic.

Le età più significative, per quanto riguarda il periodo di insorgenza, sono l’età dei 3 anni (momento di massima espansione linguistica) e dei 6 anni (prime richieste sociali in rapporto alla scolarizzazione); sono invece più rare le insorgenze dopo i 12 anni.

L’incidenza è maggiore nel sesso maschile rispetto a quello femminile. La precocità dell’intervento diagnostico può migliorare l’efficacia del trattamento.

Il trattamento di tipo logopedico, basato sul ritmo, sull’articolazione, sulla respirazione o sul rilassamento, può sì favorire la capacità di controllo del flusso verbale, con conseguente diminuzione del disturbo, ma solo raramente risolve il problema in modo definitivo.

È importante associare a tale trattamento un percorso terapeutico, perché solo entrando nell’universo del balbuziente è possibile trovare una risposta esauriente a tali avvenimenti e pian piano arrivare alla loro gestione.

L’intervento non esclude quindi l’eventuale supporto alla tecnica linguistica, che diventa strumento dell’approccio psicoterapico. È importante quindi intraprendere oltre al percorso logopedico, anche un percorso terapeutico che va verso la comprensione del mondo interiore del balbuziente.