autismoUna delle patologie più complesse dell’infanzia è rappresentata dal disturbo autistico, o sindrome asperger.
Questo chiama in causa tutti i fattori dello sviluppo determinando quadri clinici che, pur nella loro diversità, pongono notevoli difficoltà interpretative.

La causa dell’autismo non è ancora chiaramente definita, ma l’ipotesi più accreditata, tra i clinici e psicologi di diversa impostazione teorica, riguarda un’eziologia genetica o multifattoriale ad impronta neurobiologica.
Il bambino con disturbo dello spettro autistico presenta difficoltà che riguardano l’area delle competenze sociali (uso distorto dei comportamenti non-verbali, della reciprocità relazionale e della condivisione emotiva), la qualità della comunicazione e la presenza di comportamenti insoliti come le stereotipie, i manierismi e gli interessi sensoriali.

Queste determinano interferenze in tutte le aree, sia cognitive che affettive, rendono la relazione e la comunicazione con il bambino autistico estremamente complessa.

E’ importante, per tutti i disturbi dello spettro autistico compreso la sindrome di Asperger (-SA- considerata una forma dello spettro autistico “ad alto funzionamento”; a differenza dell’autismo, con cui questa sindrome è imparentata, non presenta dei ritardi nello sviluppo del linguaggio o nello sviluppo cognitivo), una precocità di intervento.

Importante è uno spazio terapeutico che possa comprendere il tipo di funzionamento determinato dalla patologia autistica per trovare strumenti di valutazione, comunicazione e terapia idonei al contesto; un intervento che prenda in considerazione la complessità del problema, non sottovalutando la specificità di ogni singolo bambino, dando importanza allo sviluppo affettivo come base per l’espletamento di tutte le funzioni cognitive e soprattutto ad un progetto terapeutico mirato e specifico per quel determinato bambino.