Taoismo: l’Occidente sviluppò verso la cultura orientale un grande interesse che raggiunse nel Novecento punte di vero entusiasmo. Tra coloro che subirono questa attrazione e contribuirono alla divulgazione del pensiero orientale fu Carl Gustav Jung.Nel dialogo che intraprese con gli antichi testi cinesi (vedi Il Fiore d’oro) egli vide la possibilità di costruire quel “ponte d’intima intesa spirituale tra Oriente ed Occidente” che lo portarono ad approfondire dei temi già presenti nel suo pensiero. Il taoismo così come altre forme di pensiero, ci testimoniano un differente modo di essere e, proprio come l’altro con cui si entra in rapporto, ci offre la possibilità di considerare sotto una nuova luce ciò che noi siamo. Ma proprio attraverso il dialogo con l’altro giungiamo a comprendere che davvero “altro da noi” non è, poiché ci conduce ad un nucleo comune dell’umanità in cui le differenze sono solo i mille modi in cui l’Essere dice di sé.  Jung era convinto che l’essenza della religiosità fosse il fare esperienza del sacro, e quindi la soluzione non poteva trovarsi in una fede o in una specifica dottrina adottata al posto di un’altra. Il taoismo, così come altre correnti del pensiero orientale, venne incontro a Jung come una realtà altra in cui l’esperienza interiore era qui posta al primissimo posto.