Alchimia: la parola deriva da Keme (antico egizio), terra nera, da cui il termine alkimya. In occidente fu chiamata anche “arte ermetica” da Ermete Trimegisto, figura mitologica di sapiente in cui si fondevano il dio greco Ermes e l’egizio Thot. Le prime testimonianze scritte di ricerche alchemiche risalgono al III secolo d.C. sia in Occidente (Egitto), sia in Oriente (India e Cina).  Si tratta di documenti successivi ad una dottrina per lungo tempo trasmessa solo oralmente. La disciplina dell’alchimia, è quindi un’antica branca del sapere umano, teorica e operativa, che partendo dall’ipotesi di presunte affinità tra le componenti visibili e invisibili del cosmo, si proponeva da un lato di trasformare metalli vili in metalli nobili e dall’altro di portare la psiche dell’alchimista da condizioni di umanità impure a condizioni pure o nobili. “Trasformazione” significa nel linguaggio alchemico il raggiungimento della pienezza della propria essenza segreta liberata da impurità  e corruttibilità, sia per l’opera che per l’operatore. Oltre al carattere operativo, in cui gli alchimisti riconoscono l’essenza della teoresi, l’alchimia ha anche un carattere segreto, perché segreta è la vera natura delle cose e segreto rimane il modo di poterle combinare in quelle “nozze mistiche” per illustrare le quali fu impiegato un linguaggio simbolico. Jung dedicò molti anni di studio a quest’argomento, un campo d’indagine trascurato e disprezzato che egli fece rinascere a nuova vita. Jung fece della trasformazione alchemica il modello della trasformazione psicologica da lui chiamata processo di individuazione. Sulle immagini alchemiche Jung costruisce il modello di transfert e il controtransfert con conseguente scambio di materiale psichico tra analista e paziente, simile quindi allo scambio che rende possibili le “nozze alchemiche”. La theoria dell’alchimia non è in sostanza altro che una proiezione di contenuti inconsci, cioè di quelle forme archetipiche caratteristiche di tutte le creazioni immaginarie allo stato puro che ci appaiono ora in forme di miti e favole, ora nei sogni, nelle visioni  e nei sistemi deliranti dei singoli individui.  L’importante funzione che rivestono sul piano storico tanto lo hieros gàmos (nozze sacre) e le nozze mistiche quanto la coniuctio degli alchimisti corrisponde all’importanza centrale del transfert nel processo psicoterapico da un lato e nei normali rapporti umani dall’altro.